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INTRODUZIONE
Prolegomeni
meta-progettuali
Tra Devozione e Campanilismo
Mai
come in questa circostanza l'espressione lessicale
"Campanilismo" trova piena giustificazione; l'accezione più
ricorrente, e cioè, l'attaccamento ad un luogo natale si fonde con la
profonda e mistica riconoscenza del suo genius loci, Cav. Benito
Pellegrino, per una grazia ricevuta nel 1992 anno in cui fu colto
da un terribile infarto:
"...
poco prima di abbandonare i sensi, mi apparve l'immagine del campanile
della mia città natale; paradossalmente le nostre condizioni fisiche
si unirono e probabilmente si diedero forza e speranza ...".
Riacquisita
miracolosamente la Vita, non restava che mantener fede ad un implicito
Voto Religioso tendente a ripristinare il virtuale
"gemellaggio", questa volta di buona salute, con l'ancora
vetusto e pericolante campanile di Moschetta.
Brevi cenni sul sito
Situata
nel comprensorio di Locri meglio conosciuto come Locride Epizephiri
(Magna Grecia), a pochi chilometri dal capoluogo, Moschetta,
piccolo nucleo abitato da poche centinaia di anime, si snoda lungo
l'asse longitudinale del corso principale sul quale si affacciano le
unità abitative caratterizzate da una certa omogeneità
stilistico-architettonica, perlopiù coeve se si eccettua qualche
recente intervento edilizio di sopraelevazione e di riqualificazione
di iniziativa privata.
Come
spesso accade nei nuclei abitati di piccole estensioni, l'epicentro
della vita sociale si svolge nella piazza principale e nelle aree in
cui si attestano gli edifici più significativi ed importanti: la
chiesa Maria S.S.Immacolata, il pertinente Campanile
e il non distante Calvario.
Non
potendo contare su altri edifici rappresentativi, è facile immaginare
come l'interesse e le attenzioni "passionali" degli
autoctoni abitanti del luogo si riversino su dette Rappresentanze
Architettoniche da qualche tempo, purtroppo, interessate dagli
inesorabili processi di invecchiamento.
E'
proprio in tale contesto che provvidenzialmente si inserisce 'l’illuminata"
iniziativa del Privato, piacevole quanto essenziale surrogato di
organi amministrativi più vasti e molto spesso alle prese con
priorità contingenti improrogabili, impaziente di restituire
dignitoso aspetto all'emergenza più rappresentativa di Moschetta: Il
Campanile della chiesa Maria S.S. Immacolata.
ANALISI
PRELIMINARE PROGETTO ED INTERVENTO
Il Campanile:
Aspetti architettonico-costruttivi
Tralasciando
le notizie riguardanti la storia del campanile, visto la relativa
importanza dell'oggetto architettonico in trattazione,
verranno trattati tutti gli aspetti prettamente costruttivi dell’intervento
di restauro conservativo eseguiti dall'Impresa Decorarte s.r.l.
diretta dal Cav. Pellegrino in qualità di Presidente.
Il
campanile della adiacente Chiesa di Maria S.S. Immacolata,
realizzata una decina d'anni fa sui resti della originaria ed omonima
Chiesa, demolita per contingenti questioni di sicurezza, presenta un
corpo di fabbrica non tanto slanciato visto l'altezza in sommità di
8,67 mt.. Tuttavia, le contenute dimensioni della pianta di base, di
forma perfettamente quadrata, con lato 3,14 mt., gli
conferiscono una discreta proporzionalità dimensionale ancor più
accentuata dalla sopravvenuta demolizione dei bastioni di contenimento
ormai distaccati e quindi privi di funzione portante .
La
struttura del campanile è costituita prevalentemente da muratura
portante piena di mattoni pieni, disposti in filari piuttosto ordinati,
eccezion fatta per un consolidamento realizzato anni fa nell'angolo
Sud-Ovest, fino ad un’altezza di mt.3,60 in mattoni doppio UNI, e
dall'inserimento un po' confuso di pietre naturali di diversa
dimensione. Lo spessore massimo rilevato (esclusi gli aggetti
ornamentali) è di mt. 0,57, che rimane più o meno costante fino al
piano di imposta delle aperture superiori, dove lo spessore scende a
0,38 mt.
La
struttura del tetto presenta i resti di un’originaria orditura
lignea, probabilmente a configurazione statica "chiusa",
cioè munita di catena inferiore in legno, monaco e saettoni
diagonali; il manto di copertura presenta una solettina in cls armato,
con spessore di circa 15 cm., e rivestimento esterno in coppi.
Sulla
facciata spiccano le abbondati modanature alle varie quote
altimetriche: a cominciare dai grossi riquadri in sfondato situati
nella parte bassa, proseguendo con le mensoline portanti dal profilo
arcuato a sostegno del vistoso cornicione mediano, la cornice di
imposta delle aperture superiori, a tutto sesto, con gli slanciati
sfondati laterali, per finire con l'elegante "dentatura"
realizzata con mattoni disposti di "coltello" a sostegno
della cimasa di coronamento .
Il
volume interno, ridotto nelle dimensioni per il consistente spessore
della muratura portante, è un perfetto parallelepipedo a pianta
quadrata, lato 2,00 mt., nel quale si sviluppa il suggestivo e snello
rampante voltato; i gradini realizzati in mattoni, larghi circa 50 cm e profondi 20, conducono con simpatico stupore al piano campana
situato a quota 4,50 mt. circa dal piano di ingresso del campanile.
Analisi dello stato conservativo
Anche
al più fugace e distratto sguardo dell'occasionale visitatore, in
transito lungo il Corso principale del paese, non sfugge l'aspetto
alquanto invecchiato del Campanile.
A
partire da considerazioni puramente estetiche, affrontando
successivamente argomentazioni riguardanti la consistenza e la
solidità della struttura, effettuate dal sopracitato Cav. Pellegrino,
Decoratore D'arte, e da Professionisti dei settore (vedi
stralci progettuali allegati in calce), si sono evidenziate una serie
di anomalie sinotticamente suddivisibili nel modo seguente:
a - Macro
struttura:
a1
- Problemi di natura strutturale, riscontrati al piano. di
fondazione in ragione della precaria consistenza e alla
particolare morfologia del terreno nonché alle inadeguate
sostruzioni di appoggio. La realizzazione in tempi probabilmente
successivi dei contrafforti in muratura di mattoni pieni, peraltro
come già segnalato ormai distaccati dalle pareti del campanile,
rappresentano un evidente tentativo di risoluzione del problema .
a2
- Problemi strutturali in sommità, rappresentati dalla
tendenza al ribaltamento delle pareti di coronamento per effetto
della spinta della copertura.
b- Mícro
struttura e finiture:
b1
- Degrado delle pareti di facciata caratterizzato dalla sconnessione
dei filari di mattoni, brecce e fori, fratture ed erosioni dei fregi
e delle modanature in aggetto .
b2
- Forte degrado con distacco, pressoché totale, degli intonaci
interni ed esterni ,
nonché della pavimentazione interna al piano terra, pianerottoli e
rampe.
Restauro conservativo: fasi di
intervento
Una
volta acquisito il propedeutico parere positivo della Soprintendenza
Regione Calabria, necessario per procedere con le opere indicate
nel Progetto e successive varianti in c.o., accettate le riserve ed
indicazioni di quest'ultima, attivate le necessarie opere
provvisionali proprie del cantiere (ponteggi, protezioni,
approvvigionamenti ecc.), si è proceduto con il consolidamento delle
fondazioni.
a - Macro
interventi
a1 - Consolidamento delle
fondazioni
Allo scopo di
coinvolgere quanto più possibile il terreno di fondazione, alla
ricerca di strati di maggiore portanza, è stata realizzata una
"cerchiatura" esterna delle originarie costruzioni dì
fondazione in pietra naturale, piuttosto malferme visto la cedevolezza
del terrapieno, mediante getto di setti continui in c.a.,
profondi 2,5 0 mt., larghi 0,70 mt., armati con gabbia doppia di
acciaio, tipo Fe B 44, diam. 14 min., con l'ausilio di staffe chiuse
diametro 12 inni. Nell'intento di estendere il consolidamento delle
fondazioni anche nella zona interna, cioè sotto la pianta di base dei
campanile, su ogni angolo della corona di rinforzo, a due a due, si
sono prolungati in sezione obbligata, dei setti in c.a. armati con
gabbia di acciaio diametro 14 mm., dim. 200x200 mm. ;
per tutti i getti di fondazione è stato impiegato cemento di tipo 425
dosato a 350 Kg/mc., con resistenza finale R'ck 300.
Inizialmente era stata prevista una fondazione continua, meno
profonda, integrata dalla realizzazione di pali di fondazione in c.a.;
come già spiegato in precedenza, per questioni di sicurezza e
trascurato doverosamente l'aspetto dei costi, si è preferita una
struttura più consistente e sicura…
a2 - Consolidamento della
copertura
Non
meno importante delle fondazioni è stato il consolidamento della
parte terminale del campanile.
La
preesistente struttura portante, non in grado di contenere e
neutralizzare la componente orizzontale dei carichi all'interno della
sua configurazione statica (spinta verso l'esterno) avrebbe sicuramente, con il passare del tempo, spinto verso l'esterno la
muratura d'ambito, peraltro nella porzione meno consistente(0,38 mt.).
Nonostante
la Soprintendenza si sia orientata per il mantenimento della struttura
lignea originale, l'instabilità statica prospettata dai
responsabili dell'opera di ristrutturazione, ha finito con l'avallare
l'ipotesi, poi di fatto concretizzata, della struttura autoportante in
c.a. in grado non soltanto di scongiurare sollecitazioni improprie
alla muratura, ma di conferire oltretutto la necessaria legatura in
sommità .
All'uopo
è stata realizzata una calotta in c.a., armata con rete in acciaio
tipo Fe B 44, diam. 12 mm., solidale ad un consistente cordolo a
sezione trapezoidale, munito di armatura principale del diametro 14
mm.e staffe dìam. 12 mm. disposte ogni 20 cm., posato in modo da
centralizzare il più possibile la spinta verticale all'interno della
muratura perimetrale.
Il
getto di completamento eseguito con cemento 425, dosato a 350 Kg/mc.,
presenta uno spessore finito di 15 cm. circa.
b - Micro
interventi
Risolti
i problemi statici, è stato affrontato il problema del risanamento e
recupero architettonico della facciata e delle pertinenze edilizie del
campanile.
L'orientamento
progettuale condotto dalle figure professionali impegnate in tale
opera ha puntato essenzialmente sul recupero conservativo nel rispetto
delle forme e dei canoni architettonici, sensibili alla memoria
storica delle preesistenze, analizzando punto per punto ogni singolo
elemento, dai decori ai rivestimenti ed in ultimo agli impianti,
indicando l'impiego di materiali di prim'ordine e l'utilizzo di
manovalanza qualificata e propria del settore, garantendo in tal modo
un simpatetico intervento di Recupero.
b1 - Risanamento di facciata:
Opere preliminari
Lo
stato conservativo della facciata, così come appare nelle foto
allegate, ha comportato un preventivo ripristino delle legature dei
corsi di mattoni e la chiusura di innumerevoli brecce e fori un tempo
utilizzate per l'aggancio dei primordiali ponteggi.
Una
sequela di topici interventi di sutura eseguiti con malte premiscelate
adatte a ricevere ed interagire con le più evolute pitture ai
silicati, come quelle realmente impiegate nel campanile.
Particolare
cura e maestria ha interessato il ripristino delle modanature
perimetrali; per riprendere fedelmente i profili esistenti sono state
realizzate ben 6 matrici lignee ,
in gergo dette scarsette, che esperti decoratori hanno poi impiegato
secondo la sempre più rara tecnica della profilatura a piè d'opera
con l'impiego di malte composite a base di grassello di calce, cemento
in dose ridotta ed addittivato per garantire una sicura coesione con
la muratura.
b2 - Ripristino degli
intonaci e tinteggiature
Una
volta restaurata la muratura è stato eseguito un intonaco di base,
premiscelato, con grassello di calce e piccole dosi di cemento
addittivato, posato con tecnica detta tallocciato fino per uniformare
le eventuali irregolarità del fondo.
La
finitura finale eseguita ad intonaco ormai asciutto, è stata
realizzata impiegando prodotti Sikkens, tipo Setaliet, secondo l'ormai
collaudato ed efficace "ciclo a Silicati" per la conoscenza
del quale si rimanda alla lettura delle prescrizioni tecniche allegate
in calce.
La
scelta cromatica delle finiture è stata studiata in modo da mettere
in risalto tutti gli ornamenti e, nel dettaglio, evidenziarne la loro
profilatura.
Le
variazioni cromatiche scelte, soltanto tre, sono state pensate in modo
da non impattare eccessivamente con il contesto, ed al contempo, si è
garantito l'adeguato carattere di esclusività propria di un’emergenza
architettonica come quella descritta: partizioni ampie con colori meno
accesi, evidenziando opportunamente gli sfondati ai vari
livelli, e comici perimetrali leggermente più vivaci.
Operazione
analoga è stata eseguita all'intemo del campanile con particolare
cura per il ripristino degli intonaci all'intradosso dei rampanti e
lungo i parapetti murari dove si è resa necessaria la ricostruzione
delle volte mediante l'impiego di gesso lavorato a mano. Per la
tinteggiatura, eseguita con tinta lavabile Sikkens applicata sempre
con il "ciclo ai Silicati, è stata scelta una tonalità
cromatica chiara per amplificare la luminosità interna .
B2 - Rivestimenti
interni ed esterni e complementi edilizi
I
pochi rivestimenti esistenti sono stati interamente rimossi e
sostituiti con elementi completamente nuovi e con finitura
superficiale antichizzata.
Al
piano di ingresso del campanile, ripristinata la quota del piano con
riporto di materiale inerte drenante e getto di sottofondo in magrone
di cls., è stata realizzata una pavimentazione in mattoni di cotto
antichizzato dim.25x1 1 CM.
Onde
unificare le alzate della scala in modo da sbarcare correttamente al
piano campana, ogni pedata è stata rivestita con elementi modulari,
sempre in cotto, con angolo smussato in modo da ottenere un’alzata
uniforme e comunque contenuta; il parapetto è stato ricoperto, per
tutto il suo sviluppo, con elementi analoghi ai precedenti e con
profilo interno sagomato, in modo da incastrarsi alla muratura e
garantire un’unione più duratura
(Il Cavaliere Pellegrino ed il Vescovo Bregatin nel
giorno dell'Inaugurazione del Campanile).
Si
segnala il rivestimento del piano di calpestio anche a livello campana
così come descritto al piano di ingresso del campanile.
Per
quel che riguarda I'area esterna, sono stati raccordati i livelli in
modo da ottimizzare le pendenze del naturale terreno in declivio,
mediante l'apporto di materiale inerte misto cava, opportunamente
costipato ed integrato ad aree verdi con impianto di prato inglese.
A
completamento dell'intervento di Restauro, nell'intento di non
trascurare nulla, come le piccole pertinenze e complementi edilizi, è
stato realizzato un nuovo portoncino in ferro battuto, stile
Ottocento, con rinforzi e cardini forgiati. Anche il posticcio
impianto elettrico realizzato anni fa all'intemo del campanile, è
stato riprogettato e realizzato seguendo le Norme vigenti in materia e
certificate dall'Impresa esecutrice. Originale ci è sembrata
la scelta delle lampade impiegate al piano campana: parabole rosse,
rigorosamente nascoste dietro le piglie murarie, accendono di
notte la cruna del campanile attraverso le ampie aperture, accentuando
la sua presenza anche al di fuori del piccolo nucleo abitato.
RESTAURO
CONSERVATIVO DEL CALVARIO DI MOSCHETTA DI LOCRI (RC)
Brevi cenni sulla Scultura e
sull'intervento di Recupero
A
completamento dell'opera di ristrutturazione, mosso dal grande
interesse per la Sua terra e per l'Arte sviluppata in quarant'anni di
brillante carriera, il Cavalier Pellegrino si è impegnato nel
ripristino estetico del non lontano Calvario.
Tipica
scultura monumentale Bretone e tappa ricorrente della Via Crucis,
sotto l'effetto della lenta ed inesorabile opera di erosione operata
dagli agenti atmosferici, già da qualche anno prima dell'intervento
presentava un aspetto fortemente ìnvecchiato .
Non
trattandosi di edificio ma più propriamente di scultura, gli
interventi eseguiti hanno riguardato la sola parte muraria, ormai
priva di intonaci, e afflitta da erosioni così profonde da richiedere
topici interventi di ricucitura e sutura dei filari in mattoni.
Dopo
aver completamente denudata la facciata ,
come per il sopraccitato campanile, sono state impiegate malte
premiscelate di grassello di calce e piccole quantità di cemento
addittivato in grado di consolidare la struttura. Le modanature e le
comici sono state fedelmente riprodotte e profilate a mano con
apposite matrici lignee.
La
tinteggiatura finale è stata eseguita con pittura Sikkens, tipo
Setaliet, secondo il "ciclo ai Silicati'' in grado di reagire con
i componenti presenti nel sottofondo e garantire maggiore durata nel
tempo. Per la struttura di fondo è stato adottato un colore tenue,
molto luminoso, mettendo in risalto le sole nicchie e i tre capitelli
superiori .
A
completamento dell'opera è stata rinforzata la cancellata in ferro
battuto e successivamente, dopo aver scartavetrato a fondo le
superfici, è stata applicata l'antiruggine e due mani di smalto.
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