RESTAURO CONSERVATIVO DEL CAMPANILE DELLA CHIESA MARIA S.S. IMMACOLATA E DEL CALVARIO

COMUNE DI MOSCHETTA (LOCRI) Committente:
PARROCCHIA MARIA SS IMMACOLATA - FRAZ. MOSCHETTA

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Impresa DECORARTE S.r.l. - Torino


Il cav. del Lavoro Benito Pellegrino
per esaudire un voto di Grazia
ricevuta ha provveduto al Restauro
del Campanile e del Calvario della
Parrocchia Maria SS Immacolata
di Moschetta di Locri, con la
collaborazione delle Autorità
Ecclesiastiche e Civili

1996


INTRODUZIONE

Prolegomeni meta-progettuali

Tra Devozione e Campanilismo

Mai come in questa circostanza l'espressione lessicale "Campanilismo" trova piena giustificazione; l'accezione più ricorrente, e cioè, l'attaccamento ad un luogo natale si fonde con la profonda e mistica riconoscenza del suo genius loci, Cav. Benito Pellegrino, per una grazia ricevuta nel 1992 anno in cui fu colto da un terribile infarto:

"... poco prima di abbandonare i sensi, mi apparve l'immagine del campanile della mia città natale; paradossalmente le nostre condizioni fisiche si unirono e probabilmente si diedero forza e speranza ...".

Riacquisita miracolosamente la Vita, non restava che mantener fede ad un implicito Voto Religioso tendente a ripristinare il virtuale "gemellaggio", questa volta di buona salute, con l'ancora vetusto e pericolante campanile di Moschetta.

Brevi cenni sul sito

Situata nel comprensorio di Locri meglio conosciuto come Locride Epizephiri (Magna Grecia), a pochi chilometri dal capoluogo, Moschetta, piccolo nucleo abitato da poche centinaia di anime, si snoda lungo l'asse longitudinale del corso principale sul quale si affacciano le unità abitative caratterizzate da una certa omogeneità stilistico-architettonica, perlopiù coeve se si eccettua qualche recente intervento edilizio di sopraelevazione e di riqualificazione di iniziativa privata.

Come spesso accade nei nuclei abitati di piccole estensioni, l'epicentro della vita sociale si svolge nella piazza principale e nelle aree in cui si attestano gli edifici più significativi ed importanti: la chiesa Maria S.S.Immacolata, il pertinente Campanile e il non distante Calvario.

Non potendo contare su altri edifici rappresentativi, è facile immaginare come l'interesse e le attenzioni "passionali" degli autoctoni abitanti del luogo si riversino su dette Rappresentanze Architettoniche da qualche tempo, purtroppo, interessate dagli inesorabili processi di invecchiamento.

E' proprio in tale contesto che provvidenzialmente si inserisce 'l’illuminata" iniziativa del Privato, piacevole quanto essenziale surrogato di organi amministrativi più vasti e molto spesso alle prese con priorità contingenti improrogabili, impaziente di restituire dignitoso aspetto all'emergenza più rappresentativa di Moschetta: Il Campanile della chiesa Maria S.S. Immacolata.

ANALISI PRELIMINARE PROGETTO ED INTERVENTO

Il Campanile:
Aspetti architettonico-costruttivi

Tralasciando le notizie riguardanti la storia del campanile, visto la relativa importanza dell'oggetto architettonico in trattazione, verranno trattati tutti gli aspetti prettamente costruttivi dell’intervento di restauro conservativo eseguiti dall'Impresa Decorarte s.r.l. diretta dal Cav. Pellegrino in qualità di Presidente.

Il campanile della adiacente Chiesa di Maria S.S. Immacolata, realizzata una decina d'anni fa sui resti della originaria ed omonima Chiesa, demolita per contingenti questioni di sicurezza, presenta un corpo di fabbrica non tanto slanciato visto l'altezza in sommità di 8,67 mt.. Tuttavia, le contenute dimensioni della pianta di base, di forma perfettamente quadrata, con lato 3,14 mt., gli conferiscono una discreta proporzionalità dimensionale ancor più accentuata dalla sopravvenuta demolizione dei bastioni di contenimento ormai distaccati e quindi privi di funzione portante .

La struttura del campanile è costituita prevalentemente da muratura portante piena di mattoni pieni, disposti in filari piuttosto ordinati, eccezion fatta per un consolidamento realizzato anni fa nell'angolo Sud-Ovest, fino ad un’altezza di mt.3,60  in mattoni doppio UNI, e dall'inserimento un po' confuso di pietre naturali di diversa dimensione. Lo spessore massimo rilevato (esclusi gli aggetti ornamentali) è di mt. 0,57, che rimane più o meno costante fino al piano di imposta delle aperture superiori, dove lo spessore scende a 0,38 mt.

La struttura del tetto presenta i resti di un’originaria orditura lignea, probabilmente a configurazione statica "chiusa", cioè munita di catena inferiore in legno, monaco e saettoni diagonali; il manto di copertura presenta una solettina in cls armato, con spessore di circa 15 cm., e rivestimento esterno in coppi.

Sulla facciata spiccano le abbondati modanature alle varie quote altimetriche: a cominciare dai grossi riquadri in sfondato situati nella parte bassa, proseguendo con le mensoline portanti dal profilo arcuato a sostegno del vistoso cornicione mediano, la cornice di imposta delle aperture superiori, a tutto sesto, con gli slanciati sfondati laterali, per finire con l'elegante "dentatura" realizzata con mattoni disposti di "coltello" a sostegno della cimasa di coronamento .

Il volume interno, ridotto nelle dimensioni per il consistente spessore della muratura portante, è un perfetto parallelepipedo a pianta quadrata, lato 2,00 mt., nel quale si sviluppa il suggestivo e snello rampante voltato; i gradini realizzati in mattoni, larghi circa 50 cm  e profondi 20, conducono con simpatico stupore al piano campana situato a quota 4,50 mt. circa dal piano di ingresso del campanile.

Analisi dello stato conservativo

Anche al più fugace e distratto sguardo dell'occasionale visitatore,  in transito lungo il Corso principale del paese, non sfugge l'aspetto alquanto invecchiato del Campanile.

A partire da considerazioni puramente estetiche, affrontando successivamente argomentazioni riguardanti la consistenza e la solidità della struttura, effettuate dal sopracitato Cav. Pellegrino, Decoratore D'arte, e da Professionisti dei settore (vedi stralci progettuali allegati in calce), si sono evidenziate una serie di anomalie sinotticamente suddivisibili nel modo seguente:

a - Macro struttura:

a1 - Problemi di natura strutturale, riscontrati al piano. di fondazione in ragione della precaria consistenza e alla particolare morfologia del terreno nonché alle inadeguate sostruzioni di appoggio. La realizzazione in tempi probabilmente successivi dei contrafforti in muratura di mattoni pieni, peraltro come già segnalato ormai distaccati dalle pareti del campanile, rappresentano un evidente tentativo di risoluzione del problema .

a2 - Problemi strutturali in sommità, rappresentati dalla tendenza al ribaltamento delle pareti di coronamento per effetto della spinta della copertura.

b- Mícro struttura e finiture:

b1 - Degrado delle pareti di facciata caratterizzato dalla sconnessione dei filari di mattoni, brecce e fori, fratture ed erosioni dei fregi e delle modanature in aggetto .

b2 - Forte degrado con distacco, pressoché totale, degli intonaci interni ed esterni , nonché della pavimentazione interna al piano terra, pianerottoli e rampe.

Restauro conservativo: fasi di intervento

Una volta acquisito il propedeutico parere positivo della Soprintendenza Regione Calabria, necessario per procedere con le opere indicate nel Progetto e successive varianti in c.o., accettate le riserve ed indicazioni di quest'ultima, attivate le necessarie opere provvisionali proprie del cantiere (ponteggi, protezioni, approvvigionamenti ecc.), si è proceduto con il consolidamento delle fondazioni.

a - Macro interventi

a1 - Consolidamento delle fondazioni

Allo scopo di coinvolgere quanto più possibile il terreno di fondazione, alla ricerca di strati di maggiore portanza, è stata realizzata una "cerchiatura" esterna delle originarie costruzioni dì fondazione in pietra naturale, piuttosto malferme visto la cedevolezza del terrapieno, mediante getto di setti continui in c.a., profondi 2,5 0 mt., larghi 0,70 mt., armati con gabbia doppia di acciaio, tipo Fe B 44, diam. 14 min., con l'ausilio di staffe chiuse diametro 12 inni. Nell'intento di estendere il consolidamento delle fondazioni anche nella zona interna, cioè sotto la pianta di base dei campanile, su ogni angolo della corona di rinforzo, a due a due, si sono prolungati in sezione obbligata, dei setti in c.a. armati con gabbia di acciaio diametro 14 mm., dim. 200x200 mm. ; per tutti i getti di fondazione è stato impiegato cemento di tipo 425 dosato a 350 Kg/mc., con resistenza finale R'ck 300.

Inizialmente era stata prevista una fondazione continua, meno profonda, integrata dalla realizzazione di pali di fondazione in c.a.; come già spiegato in precedenza, per questioni di sicurezza e trascurato doverosamente l'aspetto dei costi, si è preferita una struttura più consistente e sicura…

a2 - Consolidamento della copertura

Non meno importante delle fondazioni è stato il consolidamento della parte terminale del campanile.

La preesistente struttura portante, non in grado di contenere e neutralizzare la componente orizzontale dei carichi all'interno della sua configurazione statica (spinta verso l'esterno) avrebbe sicuramente, con il passare del tempo, spinto verso l'esterno la muratura d'ambito, peraltro nella porzione meno consistente(0,38 mt.).

Nonostante la Soprintendenza si sia orientata per il mantenimento della struttura lignea originale, l'instabilità statica prospettata dai responsabili dell'opera di ristrutturazione, ha finito con l'avallare l'ipotesi, poi di fatto concretizzata, della struttura autoportante in c.a. in grado non soltanto di scongiurare sollecitazioni improprie alla muratura, ma di conferire oltretutto la necessaria legatura in sommità .

All'uopo è stata realizzata una calotta in c.a., armata con rete in acciaio tipo Fe B 44, diam. 12 mm., solidale ad un consistente cordolo a sezione trapezoidale, munito di armatura principale del diametro 14 mm.e staffe dìam. 12 mm. disposte ogni 20 cm., posato in modo da centralizzare il più possibile la spinta verticale all'interno della muratura perimetrale.

Il getto di completamento eseguito con cemento 425, dosato a 350 Kg/mc., presenta uno spessore finito di 15 cm. circa.

b - Micro interventi

Risolti i problemi statici, è stato affrontato il problema del risanamento e recupero architettonico della facciata e delle pertinenze edilizie del campanile.

L'orientamento progettuale condotto dalle figure professionali impegnate in tale opera ha puntato essenzialmente sul recupero conservativo nel rispetto delle forme e dei canoni architettonici, sensibili alla memoria storica delle preesistenze, analizzando punto per punto ogni singolo elemento, dai decori ai rivestimenti ed in ultimo agli impianti, indicando l'impiego di materiali di prim'ordine e l'utilizzo di manovalanza qualificata e propria del settore, garantendo in tal modo un simpatetico intervento di Recupero.

b1 - Risanamento di facciata:
Opere preliminari

Lo stato conservativo della facciata, così come appare nelle foto allegate, ha comportato un preventivo ripristino delle legature dei corsi di mattoni e la chiusura di innumerevoli brecce e fori un tempo utilizzate per l'aggancio dei primordiali ponteggi.

Una sequela di topici interventi di sutura eseguiti con malte premiscelate adatte a ricevere ed interagire con le più evolute pitture ai silicati, come quelle realmente impiegate nel campanile.

Particolare cura e maestria ha interessato il ripristino delle modanature perimetrali; per riprendere fedelmente i profili esistenti sono state realizzate ben 6 matrici lignee , in gergo dette scarsette, che esperti decoratori hanno poi impiegato secondo la sempre più rara tecnica della profilatura a piè d'opera con l'impiego di malte composite a base di grassello di calce, cemento in dose ridotta ed addittivato per garantire una sicura coesione con la muratura.

b2 - Ripristino degli intonaci e tinteggiature

Una volta restaurata la muratura è stato eseguito un intonaco di base, premiscelato, con grassello di calce e piccole dosi di cemento addittivato, posato con tecnica detta tallocciato fino per uniformare le eventuali irregolarità del fondo.

La finitura finale eseguita ad intonaco ormai asciutto, è stata realizzata impiegando prodotti Sikkens, tipo Setaliet, secondo l'ormai collaudato ed efficace "ciclo a Silicati" per la conoscenza del quale si rimanda alla lettura delle prescrizioni tecniche allegate in calce.

La scelta cromatica delle finiture è stata studiata in modo da mettere in risalto tutti gli ornamenti e, nel dettaglio, evidenziarne la loro profilatura.

Le variazioni cromatiche scelte, soltanto tre, sono state pensate in modo da non impattare eccessivamente con il contesto, ed al contempo, si è garantito l'adeguato carattere di esclusività propria di un’emergenza architettonica come quella descritta: partizioni ampie con colori meno accesi, evidenziando opportunamente gli sfondati ai vari livelli, e comici perimetrali leggermente più vivaci.

Operazione analoga è stata eseguita all'intemo del campanile con particolare cura per il ripristino degli intonaci all'intradosso dei rampanti e lungo i parapetti murari dove si è resa necessaria la ricostruzione delle volte mediante l'impiego di gesso lavorato a mano. Per la tinteggiatura, eseguita con tinta lavabile Sikkens applicata sempre con il "ciclo ai Silicati, è stata scelta una tonalità cromatica chiara per amplificare la luminosità interna .

B2 - Rivestimenti interni ed esterni e complementi edilizi

I pochi rivestimenti esistenti sono stati interamente rimossi e sostituiti con elementi completamente nuovi e con finitura superficiale antichizzata.

Al piano di ingresso del campanile, ripristinata la quota del piano con riporto di materiale inerte drenante e getto di sottofondo in magrone di cls., è stata realizzata una pavimentazione in mattoni di cotto antichizzato dim.25x1 1 CM.

Onde unificare le alzate della scala in modo da sbarcare correttamente al piano campana, ogni pedata è stata rivestita con elementi modulari, sempre in cotto, con angolo smussato in modo da ottenere un’alzata uniforme e comunque contenuta; il parapetto è stato ricoperto, per tutto il suo sviluppo, con elementi analoghi ai precedenti e con profilo interno sagomato, in modo da incastrarsi alla muratura e garantire un’unione più duratura (Il Cavaliere Pellegrino ed il Vescovo Bregatin nel giorno dell'Inaugurazione del Campanile).

Si segnala il rivestimento del piano di calpestio anche a livello campana così come descritto al piano di ingresso del campanile.

Per quel che riguarda I'area esterna, sono stati raccordati i livelli in modo da ottimizzare le pendenze del naturale terreno in declivio, mediante l'apporto di materiale inerte misto cava, opportunamente costipato ed integrato ad aree verdi con impianto di prato inglese.

A completamento dell'intervento di Restauro, nell'intento di non trascurare nulla, come le piccole pertinenze e complementi edilizi, è stato realizzato un nuovo portoncino in ferro battuto, stile Ottocento, con rinforzi e cardini forgiati. Anche il posticcio impianto elettrico realizzato anni fa all'intemo del campanile, è stato riprogettato e realizzato seguendo le Norme vigenti in materia e certificate dall'Impresa esecutrice. Originale ci è sembrata la scelta delle lampade impiegate al piano campana: parabole rosse, rigorosamente nascoste dietro le piglie murarie, accendono di notte la cruna del campanile attraverso le ampie aperture, accentuando la sua presenza anche al di fuori del piccolo nucleo abitato.

RESTAURO CONSERVATIVO DEL CALVARIO DI MOSCHETTA DI LOCRI (RC)

Brevi cenni sulla Scultura e sull'intervento di Recupero

A completamento dell'opera di ristrutturazione, mosso dal grande interesse per la Sua terra e per l'Arte sviluppata in quarant'anni di brillante carriera, il Cavalier Pellegrino si è impegnato nel ripristino estetico del non lontano Calvario.

Tipica scultura monumentale Bretone e tappa ricorrente della Via Crucis, sotto l'effetto della lenta ed inesorabile opera di erosione operata dagli agenti atmosferici, già da qualche anno prima dell'intervento presentava un aspetto fortemente ìnvecchiato .

Non trattandosi di edificio ma più propriamente di scultura, gli interventi eseguiti hanno riguardato la sola parte muraria, ormai priva di intonaci, e afflitta da erosioni così profonde da richiedere topici interventi di ricucitura e sutura dei filari in mattoni.

Dopo aver completamente denudata la facciata , come per il sopraccitato campanile, sono state impiegate malte premiscelate di grassello di calce e piccole quantità di cemento addittivato in grado di consolidare la struttura. Le modanature e le comici sono state fedelmente riprodotte e profilate a mano con apposite matrici lignee.

La tinteggiatura finale è stata eseguita con pittura Sikkens, tipo Setaliet, secondo il "ciclo ai Silicati'' in grado di reagire con i componenti presenti nel sottofondo e garantire maggiore durata nel tempo. Per la struttura di fondo è stato adottato un colore tenue, molto luminoso, mettendo in risalto le sole nicchie e i tre capitelli superiori .

A completamento dell'opera è stata rinforzata la cancellata in ferro battuto e successivamente, dopo aver scartavetrato a fondo le superfici, è stata applicata l'antiruggine e due mani di smalto.